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NASO - STORIA E DESCRIZIONE DELLA CITTA'

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La città di Naso, posta in Sicilia (provincia di Messina) fu fondata nel 1218 a. C. da Agatirno (Agathirnos), figlio di Eolo, il Dio dei Venti. Le sue origini rasentano il mito visto che la tradizione ci narra che l'antica Agatirso si ergeva proprio in questo sito. Più accreditata è la fondazione altomedievale della città, nonché il passaggio sotto il dominio di feudatari tra cui ricordiamo i Ventimiglia. In effetti, la baronia di Naso fu elevata a Contea proprio sotto la signoria di Carlo Ventimiglia. Per la sua importanza dell'epoca, ricevette l'appellativo di 'Città'. Naso è inoltre famosa per aver dato i natali a San Cono, patrono, oltre che di Naso, del paese omonimo del calatino. Dista 85 km da Messina ovest e 143 da Palermo est.

Naso fu città importante e popolosa, prima di essere distrutta dai Saraceni.

Oltre alla dominazione saracena, Naso registrò anche la dominazione Normanna ed Aragonese.

Fu città fortificata di mura che circondavano per buona parte del suo perimetro.

Vi si accedeva attraverso cinque porte delle quali una è ancora visibile nella zona orientale della città, mentre nulla più resta dell'antico Castello se non il nome dell'omonima passeggiata.

Le origini ed il passato glorioso di Naso non hanno prodotto, però, solo storia ma anche arte e cultura e benché molte opere siano andate distrutte nel corso dei secoli a causa dei frequenti e disastrosi terremoti, molte sono ancora visibili ai nostri giorni.

Prima tappa di un itinerario turistico-culturale che la riguarda è quella relativa alla barocca Chiesa Matrice intitolata ai SS. Apostoli Filippo e Giacomo. Al suo interno essa presenta, tra l'altro, la cinquecentesca statua marmorea raffigurante "L'Assunta e gli Angeli", un seicentesco crocifisso ligneo ed una statua marmorea raffigurante "La Madonna col Bambino".

La Chiesa Madre si trova nei pressi della Piazza IV Novembre e si presenta con un interno suddiviso in tre navate. Tra le opere qui raccolte occorre citare la statua marmorea raffigurante Santa Caterina da Siena ed un ottocentesco gruppo marmoreo riguardante l'Annunciazione.

La seicentesca chiesa dedicata al Santissimo Salvatore si presenta con un sagrato in cotto nasitano, due campanili gemelli che si ergono a fianco del sagrato con la loro forma incompiuta. Nel suo interno basilicale si trovano varie opere d'arte a tema sacro, a partire dalla seicentesca tela raffigurante "San Girolamo nel deserto" ed un quattrocentesco trittico riguardante, tra l'altro, la Vergine col Bambino, San Paolo della Croce, San Gregorio Magno, i Misteri del Rosario e l'Annunciazione.

Infine, occorre citare la chiesa intitolata a Santa Maria del Gesù edificata insieme al Convento di Minori Osservanti. Del complesso d'origine quattrocentesca attualmente rimangono parte delle mura del convento, un'ala del chiostro e la Chiesa, meglio conservata, che presenta il monumento gotico-rinascimentale di Artale Cardona, rappresentato da quattro statue raffiguranti le Virtù.

EVENTI ANNUALI

Festa patronale di S. Cono (1 settembre con epilogo giorno 8 Settembre)

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