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STORIA DI ERICE DI ERICE

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Foto di Oggi di Erice

Foto di Ieri di Erice

Erice è la citta' medievale per antonomasia. E' un sito di una bellezza indimenticabile, un antica città fenicia e greca, arroccata a 751 m di altezza sul monte che porta lo stesso nome, coronato da un altopiano di forma triangolare a terrazza sul mare. La cittadina, un perfetto e per questo misterioso (e simbolico) triangolo equilatero. E' coronata su due vertici dal castello di Venere (a sud-est) e dalla Chiesa Matrice (a sud-ovest). Al centro perfetto del triangolo si eleva la chiesa di S. Pietro con l'annesso monastero che oggi ospita il centro culturale scientifico E. Majorana. L'intricato labirinto di stradine, tutte caratterizzate dalla bella pavimentazione a riquadri, offre inattesi scorci sulle chiese ed i monasteri che qui sono più di sessanta. Difesa da bastioni e mura, la città è un labirinto di stradine acciottolate e di varchi così stretti da permettere il passaggio di un solo uomo. Le case, serrate le une alle altre, hanno graziosi e curati cortili interni, difesi e protetti dalla vista dei passanti in modo che la vita familiare si svolga nella più completa intimità.
Le mura cingevano l'acropoli rendendola inespugnabile. La possente cinta è da attribuire al periodo elimo-fenicio-punico VIII VII secolo a.C., mentre in epoche successive nella parte superiore di impianto normanno, vennero aggiunte le porte.
Le porte sono: a)
Porta Carmine di origine normanna la quale subisce, nel corso dei secoli, diverse trasformazioni; b) Porta Trapani, così denominata perché rivolta verso la città di Trapani, risulta inserita nella cinta muraria che circonda l'intera cittadina. Entrando da Porta Trapani, ha inizio l'antica via Regia "corso Vittorio Emanuele", dove si possono ammirare esemplari di architettura civile e religiosa innalzati tra il '200 e il '300; c) Porta Spada, così denominata dall'eccidio consumato degli angioini durante l'insurrezione del "VESPRO" nei pressi della Porta.

La storia di Erice si perde nei meandri della tradizione. Il nome e quello che Erice, eroe e re degli Elimi, diede alla montagna sulla cui cima venne eretto il tempio di Afrodite Ericina, sua madre. Il monte Eryx serviva da punto di riferimento per i navigatori dei quali Venere divenne ben presto la protettrice. La notte, un grande fuoco acceso nell'area sacra fungeva da faro. La fama di Venere Ericina divenne tale che le venne dedicato un tempio anche a Roma ed il suo culto si diffuse in tutto il Mediterraneo. La nascita della città è però anche legata alla figura di Enea che condivide con il re Elimo la madre. Nella narrazione virgiliana, Enea approda sulla costa ai piedi del monte e celebra il rito funebre per il padre Anchise. L'incidente di alcune navi lo costringe poi a lasciare qui alcuni suoi compagni che fondano, appunto, la città. Altra figura mitologica legata ad Erice è Eracle. L'eroe infatti approda in questa parte nella Sicilia mentre sta conducendo in Grecia i buoi di Gerione (una delle dodici leggendarie fatiche) ed è costretto ad uccidere il re degli Elimi che cerca di sottrargli i buoi. Nonostante ciò decide di lasciare il governo del regno nelle mani degli Elimi sottolineando però che un suo discendente, Dorieo, ne avrebbe poi preso possesso.

Erice ha due volti: quello solare e luminoso delle calde giornate estive, quando la luce inonda le stradine e stupendi panorami si aprono sulla vallata e sul mare, e quello delle giornate invernali quando, avvolta nelle nuvole, la cittadina sembra ricongiungersi alle sue radici mitiche e dona al viaggiatore la sensazione di essere giunto in un luogo fuori dal tempo e dalla realtà. L'atmosfera medievale, l'aria fresca, le belle pinete che la circondano, la tranquillità che vi regna e l'artigianato locale la rendono una delle mete privilegiate dai turisti.

Fino agli anni '30 si chiamava Erice si chiamava "Monte San Giuliano". Un tempo era uno dei comuni più estesi della Sicilia, comprendeva infatti territori assai distanti dal capoluogo: Valderice, Custonaci, Buseto Palizzolo e San Vito Lo Capo. Diverse le frazioni che completano il territorio, alle falde della montagna madre (Casa Santa, Roccaforte, Rigaletta, Tangi, Ballata, Napola, Pizzolungo, ecc.). Oggi a Erice Vetta sono rimasti solo un migliaio di residenti, che si decuplicano nel periodo estivo.

L'Artigianato caratteristico è rappresentato dalla ceramica. Il dolce tipico, invece, è il "Genovese alla crema", dolce di pastafrolla con zucchero a velo sulla parte superiore(possibilità di gustare anche la variante con ricotta) e "Mustaccioli", antichi biscotti fatti nei conventi di clausura.

Dal 2005 Erice è collegata alla valle da una moderna cabinovia.

Secondo Tucidide, Erice fu fondata dagli esuli troiani, che fuggendo nel Mar Mediterraneo avrebbero trovato il posto ideale per insediarvisi; sempre secondo la leggenda, i Troiani avrebbero poi dato vita al popolo degli Elimi.

Virgilio la cita nell'Eneide, con Enea che la tocca due volte: la prima per la morte del padre Anchise, un anno dopo per i giochi in suo onore. Virgilio nel canto V racconta che in un'epoca ancora più remota vi campeggia Ercole stesso nella famosa lotta col gigante Erice, precisamente nel luogo dove poi si sfidarono al cesto il giovane e presuntuoso Darete e l'anziano Entello.

In antico, insieme a Segesta, che parrebbe di fondazione coeva, era la città più importante degli Elimi, in particolare era il centro in cui si celebravano i riti religiosi.

Durante la prima guerra punica, il generale cartaginese Amilcare ne dispose la fortificazione, e di qui difese Lilibeo. In seguito trasferì parte degli ericini per la fondazione di Drepanon, l'odierna Trapani.

I Romani vi veneravano la "Venere Ericina", la prima dea della mitologia romana a somiglianza della greca Afrodite.

Come sopra citato, dal 1963, Erice è sede del Centro di cultura scientifica Ettore Majorana, dedicato agli studi scientifici, istituito per iniziativa del noto scienziato professor Antonino Zichichi. Tale sede si colloca all'interno dei locali dell'Istituto San Rocco. Prima di divenire sede del noto centro di carattere scientifico, l'Istituto era stato destinato, sin dall'epoca della sua realizzazione (anno 1542) a monastero dell'annessa  chiesa di S. Pietro. Dopo il 1866 venne utilizzato come orfanotrofio.

Quì sotto vengono elencate le Chiese di Erice, e per ognuna di esse viene data una descrizione.

E' da porre in risalto anche la Torretta "Pepoli" che prese il nome dal suo autore il conte Agostino Pepoli, una manierosa costruzione di vago stile moresco. A lui si deve anche la parziale ricostruzione delle torri avvenuta intorno al XIX secolo.

Erice è anche sede di due Musei: Museo Cordici ed il Museo agroforestale di S. Matteo. Il primo custodisce reperti archeologici, preistorici, punici, greci e romani; raccolte di oreficeria, bronzi, terrecotte, marmi, tra cui una splendida testa di Afrodite del sec. V-IV a.C., e dipinti del '600-'800; il secondo, invece, è un museo dedicato alla flora, fauna, attrezzi agricoli e di uso domestico.


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CHIESE DI ERICE DI ERICE

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Chiesa S. Antonio (XII XV secolo)

Sita vicina alla chiesa di S. Orsola, nei pressi di porta Spada subisce nel corso dei secoli diverse trasformazioni e rimaneggiamenti che ne hanno deturpato la forma originaria.

Chiesa di S. Martino

Realizzata dal 1682 in poi, la chiesa è opera di Matteo Gebbia, sacerdote architetto e scultore locale.

Chiesa San Giuliano

Sita in piazza San Giuliano, la Chiesa di San Giuliano viene fondata dai Normanni e rifatta nel XIII secolo.

Chiesa San Cataldo

La sua edificazione anteriore al 1339, è pressocchè coeva della chiesa di San Giuliano. Nel periodo pre-aragonese svolge le funzioni di chiesa Madre. Rispetto all'originaria struttura in stile gotico a tre navate, dal 1786 ad oggi si presenta a navata unica.

Chiesa San Giovanni Battista

Edificata nel XII secolo, la chiesa di San Giovanni verrà ricostruita nel 1436 e nel 1631. All'interno custodisce pregevoli statue di Antonello e Antonio Gagini dedicate al Santo.

Chiesa Madre Maria SS. Assunta

Sorta nel 1314, la facciata presenta un pronao datato 1426 a quattro arcate ogivali. La Chiesa Maria SS. Assunta ha una pianta a tre navate, lungo quella sinistra si alternano quattro cappelle risalenti ai secoli XV - XVI. L'interno della chiesa custodisce numerose opere, quali la grande icona marmorea della Madonna Assunta con ai lati i Santi evangelisti eseguita da Giuliano Mancino nel 1523, presente nel presbiterio, i dipinti di Sant'Anna e le anime purganti, situati nella cappella edificata nel 1341 dalla famiglia Chiaramonte, la grande statua della Madonna con Bambino, attribuita a Francesco Laurana ed infine il tesoro costituito da opere in argento, fra cui un reliquiario del peso di 25 Kg, una croce astile, un calice ed un turibolo. A fianco alla chiesa sorge una torre campanaria originariamente torre d'avvistamento, edificata alla fine del XIII secolo che si sviluppa per un 'altezza di 26 metri, la cui facciata è caratterizzata dalla presenza di una monofora e due bifore gotiche.

Chiesa S. Orsola (XV) secolo

All'interno sono custoditi i gruppi dei Misteri realizzati in legno tela e colla.

Chiesa di San Michele

EVENTI DI ERICE

a) Gennaio - Le giornate delle arti: spettacoli e mostre da Gennaio a Dicembre
b) Febbraio - Stagione teatrale: da Febraio a maggio: Teatro Gebel Hamed.
c) Aprile - Processione dei Misteri: Venerdi' Santo. Nel pomeriggio sei gruppi statutari del '700 sfilano in processione portati a spalla dai fedeli.
d) Maggio - Sagra della ginestra: mostra di artigianato, arte, tradizioni, cultura e pittura. Concorso di giovani cantanti lirici "Di Stefano". Gara automobilistica "Monte Erice".
e) Luglio - Mostre di artigianato e pittura: si protraggono per tutto il periodo estivo.
f) Agosto Estate Ericina - rassegna di spettacoli e manifestazioni di natura artistico culturale. Festa di Maria SS. di Custunaci. Ultimo mercoledi' di Agosto festa del santo Patrono della citta'.
g) Settembre - Venere d'argento: premiazione alle donne che si sono distinte nell'arte, nelal cultura e nel giornalismo.

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